Vita di coppia: variazioni sul tema

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Marta e Marco avevano iniziato la loro storia d’amore in modo “fulminante”. Si erano incontrati ad una festa di amici comuni e subito si erano reciprocamente piaciuti. Si erano sposati, dopo circa sei mesi di fidanzamento, in una bellissima giornata di settembre e tutto lasciva supporre che la loro unione sarebbe durata “per sempre” tanto era l’amore che sentivano l’uno per l’altro.

Ma, a volte, la vita ci riserva delle sorprese e ci mette di fronte a situazioni che mai ci saremmo aspettati capitassero proprio a noi. Dopo l’entusiasmo iniziale, i due cominciarono, lentamente, ad allontanarsi l’uno dall’altro. Il lavoro, la carriera, la voglia di raggiungere una stabilità economica, il mutuo da pagare, la gestione della casa, le stangate di Monti, erano diventate tutte priorità, rispetto alle quali, continuare a coltivare il loro amore, diventava un lusso che non potevano permettersi.

Iniziarono le incomprensioni ed i litigi per i più futili motivi: “Marco sei un disordinato, lasci vestiti dovunque, non sono mica la tua cameriera”! Urlava Marta. “Marta è possibile che non trovi mai il tempo di cucinare qualcosa di buono, solo pizze, panini e freselle, si lamentava Marco. Erano i primi segnali di una insoddisfazione reciproca che aveva radici ben più profonde, ma nessuno colse questo segnale di malessere. Così la situazione andò gradatamente peggiorando.

Marta, con quel poco di tempo che gli restava, tra il lavoro esterno e quello di casa, lo trascorreva a chattare su facebook con amiche e non solo. Marco, d’altra parte, trascorreva il tempo libero, a guardare su Sky, partite o film, a volte fino a notte inoltrata e non disdegnava incontri interessanti, giusto per ammazzare la noia. Agli occhi degli altri sembravano sempre quelli visti al matrimonio, ma i “due sposini” sapevano bene che quella era solo una recita per dare ad intendere a tutti che: “va tutto bene”.

Finché un giorno, Marco, insospettito, dall’atteggiamento eccessivamente guardingo di Marta mentre stava al computer, decise di indagare. Approfittando di un attimo in cui Marta si era alzata per andare in bagno, andò a spulciare nella posta privata della moglie. Lesse quello che non avrebbe mai volute leggere, un messaggio dai toni inequivocabili: “mia moglie mi tradisce”,disse a sé stesso, incredulo. Com’è potuto succedere, sono cornuto! si ripeteva in maniera ossessiva, mentre passeggiava in lungo e in largo nella stanza da letto, fumando una sigaretta dopo l’altra.

Cosa fare? Sapeva bene che neppure lui era uno stinco di santo, non aveva una relazione extra stabile, ma le “sue” opportunità le sfruttava a dovere. Quindi fare una scenata alla moglie non era il caso, conosceva bene Marta ,non era stupida, aveva anche lei più di un sospetto sulle sue scappatelle. Stavano sullo stesso piano o quasi, ma  “quelle appendici sulla testa” lo tormentavano. Per di più, se avesse affrontato l’argomento, si poteva arrivare ad una separazione.

Tale evenienza avrebbe nociuto alla carriera di entrambi, l’establishment non tollera scandali, in privato tutto si può fare a patto di non farne pubblicità. Si prefigurava nella mente tutte le conseguenze della separazione: il mutuo, chi l’avrebbe pagato?, poi le spiegazioni da dare a parenti e ad amici….le lacrime di mammà e lo sguardo di disapprovazione di papà, che non avrebbe detto nulla, come al solito, ma con gli occhi diceva tutto; poi avrebbe dovuto pagare l’affitto della nuova abitazione, il trasloco, tante spese, soldi che si potevano risparmiare.

Si sa che spesso le ragioni del cuore passano in secondo piano se la “tasca” si alleggerisce. Così sbollita la rabbia e soprattutto ritenendo valide le considerazioni economiche, decise di prendersi una pausa di riflessione. Non poteva accettare la situazione, doveva fare qualcosa, ma come si dice: la vendetta è un piatto che va servito freddo. Così Marco punì la traditrice con l’arma dell’indifferenza, si comportava come se Marta non esistesse, non più lamentele sulla cucina o su altro, buon giorno e buona sera, faceva la sua parte contribuendo alle spese e la evitava sistematicamente.

Ma Marco, pur avendo avute molte storie con le donne, non le conosceva abbastanza, non sapeva di cosa sono capaci, ne sanno una più del diavolo e quando decidono di colpire lo fanno dove fanno più male. Marta si accorse subito del cambiamento e lo ripagò con la stessa moneta: niente per me, niente per nessuno. Non solo lo ignorava sistematicamente, ma cambiò il suo look abituale, indossò camicette attillate e scollate che lasciavano ampio spazio alla fantasia, minigonne dal colore acceso e quando rispondeva al telefono aveva cura di chiudere la porta della stanza.

Marco era disarmato, la gelosia lo sommergeva e soprattutto non sopportava l’idea di soffrire mentre lei stava “fresca e tosta”; non solo non dava segni di malessere, ma sembrava aver acquistato nuovo vigore, stava vivendo  una seconda giovinezza. Marco stava realizzando l’enorme potere delle donne…. e poi lo chiamano sesso debole!  Non gli dava conforto il fatto di vendicarsi tradendola con altre donne, il suo orgoglio di maschio tradito gli bruciava dentro come le fiamme dell’inferno. Ma si sa che il tempo è la migliore medicina e dopo un po’ ci si abitua a tutto; l’umano pur di sopravvivere passa su tutti i compromessi, si stura il naso e va avanti.

La vita di Marco e Marta andava avanti, ognuno proseguiva per la sua strada, condividendo l’appartamento, compreso il letto, rigorosamente ognuno di spalle all’altro con un cuscino che, “per caso” era capitato tra loro a mò di barriera per evitare tentazioni e per sancire simbolicamente una separazione di fatto. Paradossalmente questo patto di “non belligeranza” non definito verbalmente, ma sancito nei fatti, finì per sortire un effetto benefico. Non più discussioni, ognuno trovava le sue gratificazioni affettive e sessuali altrove, spazi di autonomia, non più obblighi se non quelli economici.

Col tempo erano diventati più sereni e avevano imparato a mitigare gli eccessi riguardo all’indifferenza e alle provocazioni. Di recente, occasionalmente, trovano la voglia di pranzare assieme e discutere della loro vita privata, senza interferenze di sorta. Una volta Marta, dopo una cena preparata apposta per Marco, e dopo aver bevuto un po’ di vino in più le scappò di dire: Come marito e moglie siamo stati una frana, forse con tempo possiamo diventare dei buoni amici e farci compagnia… chissà…. non mi meraviglio più di niente.

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Inizio Novembre 2016

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