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Quella mattina il Padreterno si svegliò tutto accigliato e come primo atto fece chiamare S. Pietro. Non era la prima volta che aveva dei contrasti con lui per il suo modo “poco ortodosso” di comportarsi. S. Pietro si presentò al cospetto del Creatore, come al solito, tranquillo, come chi era a posto con la coscienza. E’ possibile, esordì il Creatore, che ogni giorno ne debba sapere una nuova sul tuo conto? Cosa ti hanno raccontato questa volta quelle “anime sante” del Paradiso, esclamò S. Pietro, mostrando tutto il suo disappunto per le continue “spiate” ai suoi danni; “certe abitudini”, continuò, non si perdono neanche con la morte. E’ per mantenere il Paradiso come luogo di purezza, disse Dio, ogni anima contribuisce a rifer…. a sottolineare le azioni che non si confanno a questo luogo.  

S. Pietro aveva l’impressione che questo discorso lo aveva già sentito pronunciato da tanti “ buoni cristiani”che giustificavano le “soffiate” e le “maldicenze” con il bisogno di mantenere intatta l’integrità della fede. Ma il pescatore di Galilea si guardò bene da intavolare di nuovo un tale discorso con il buon Dio, conosceva bene il suo pensiero e si sarebbe fatto solo il sangue amaro, meglio cambiare discorso. Di cosa mi si accusa chiese il Santo ? Ti sei messo a chattare su celestial facebook…. e in questo non c’è nulla di male, ma tu  hai stretto amicizia con le anime che si stanno purificando in Purgatorio…. E  in modo particolare….e qui il volto di Dio divenne più cupo, con certe anime che nella loro esistenza terrena hanno dato ampio spazio alla lussuria…. adulteri ,concubini, fornicatori ed altri della stessa specie….. Davvero non ne capisco la necessità, continuò Dio scuotendo la testa, non ti bastava chattare con le anime del Paradiso? Ma Signore, si giustificò Pietro, hai mai letto cosa scrivono quelle tue anime sante? Sempre le stesse cose, brani del vangelo che conosciamo tutti a memoria, inni alla tua gloria, alla tua misericordia, pensieri edificanti, mai qualcosa che attenga alla loro vita, al loro pensiero, mai una battutina ironica, una noia infinita!

Confesso la mia colpa, continuò Pietro, è vero, mi annoia sempre la stessa minestra riscaldata fino all’inverosimile. Poi sono stanco di stare fuori al cancello con le chiavi del Paradiso ad aspettare le anime che arrivano dalla terra e che si fanno sempre più rare. Mi sembra come nei negozi italiani in tempo di crisi, lì non si vede un’anima viva, qui in Paradiso, negli ultimi tempi, non si vede un’anima morta. Dio ascoltava le argomentazioni di Pietro, non le condivideva, ma lo ascoltava con attenzione, perché nonostante lo considerasse una gran “rompiscatole” con il  suo continuo contestare, quel pescatore gli era sempre piaciuto. E questo giustifica ,la ricerca di sensazioni non lecite? disse Dio. Non è questo lo scopo Signore, intervenne Pietro, è il desiderio di ascoltare storie vive, palpitanti, piene di voglia di vivere, di comprendere le passioni che si agitano nell’animo umano e che spingono a comportamenti che la religione definisce peccaminosi e tu stesso decidi di punire con la purificazione del Purgatorio.

Vedi,Signore,non è la morbosità di certe storie che mi interessa, ormai…. ma l’umanità che traspare da quelle storie,con l’occhio di chi vuole comprendere e non giudicare o peggio giustificare certi comportamenti. Certamente l’uomo non è perfetto, ma a me incuriosiscono queste storie perché mi sembra di intravedere, almeno in alcune, il desiderio o la ricerca di una vita vissuta intensamente senza tenere conto del pensiero comune e ben pensante che finisce per dar vita a vite scialbe, sempre uguali e dove il piacere spaventa e quindi bandito come “peccaminoso”.

Mi stai dicendo, intervenne Dio, che la tua è una semplice ricerca sull’animo umano? In un certo senso, rispose Pietro, lo è, ma c’è di più…. e qui il Santo cercò di misurare le parole per non suscitare le reazioni dell’Onnipotente… Vedi Signore…. mi interrogo sul valore da attribuire al dono della vita che tu elargisci. Puoi essere più chiaro, disse incuriosito il buon Dio. Bene, rispose S. Pietro, non senza una qualche esitazione. Mi chiedo il valore da attribuire a certe vite che, pur vivendo nel solco dei tuoi precetti, sono senza slanci, senza passioni, senza la voglia di prendere dalla vita tutto quello che offre, chiuse in una visione in cui il piacere ed il peccato sono intimamente connesse, dove i sensi di colpa la fanno da padrone  e la sofferenza viene interpretata come punizione per le colpe commesse. 

Ma Io non ho mai detto che il piacere ed il peccato sono legati necessariamente, intervenne Dio, a volte lo è, altre volte no, né mi sono mai sognato di inviare punizioni per gli errori degli umani. Tu non l’hai detto, disse con una punta ironica Pietro, ma quelli che parlano nel Tuo Nome lo dicono dagli albori della Cristianità! Il Buon Dio facendo leva sulla tutta la Sua Misericordia dovette convenire che il discorso di Pietro un qualche fondamento lo aveva, per cui fece, come di solito fanno gli umani di fronte a questioni che non sanno dirimere sul momento, prese tempo.

Ok Pietro, concluse, porta avanti la tua ricerca, hai visto mai che ne esca qualcosa di buono! Tieni conto che ti tengo d’occhio. Per me va bene, rispose Pietro sollevato,ti prego solo di allentare la “sorveglianza", sai mi agevolerebbe nella mia ricerca. Sia sempre lodato il tuo nome. Amen.

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