L'angelo senza ali

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Una mattina, Erotip, Cherubino della Prima Sfera delle schiere angeliche, stanco dell’immobilismo di Dio, decise di appendere le ali al chiodo e di andarsene per conto proprio. Da tempo  era tormentato dai dubbi: era vero che il Padreterno aveva  un piano per ciascuna creatura? E  perché era così inaccessibile?

Gli uomini, pasticcioni com’erano, interpretavano gli avvenimenti nei modi più assurdi e fantasiosi pur di dare un senso alla loro vita e alle loro vicissitudini. A cosa serviva rendere tutto così complicato? Erotip aveva l’impressione, maturata nel corso dei secoli, che  Il mondo non era altro che il grande plastico dell’Onnipotente, che si limitava ad osservare quelle formichine che si agitavano di continuo nella ricerca di qualcosa che rendesse il passaggio terreste meno doloroso.

Tutto sembrava legato al caso, le formichine morte venivano sostituite da nuove nate ed il formicaio andava avanti senza avere altro scopo se non quello di continuare ad esistere. Basta! aveva detto a sé stesso, tagliate le ali, divenne mortale e scese sulla terra.  Erotip voleva conoscere quelle creature, vivendo accanto a loro, e non dall’alto come aveva fatto in passato. Voleva sapere dei loro sentimenti, pensieri, capire cosa avevano veramente nel cuore, essere uno di loro, solo così avrebbe compreso la natura umana.

Si proponeva inoltre di fare qualcosa di concreto per gli umani, non per un comando di Dio, ma per l’amore che nutriva dentro di sé per quelle strane creature che, a suo giudizio, era state abbandonate dal loro Creatore. Così nel corso degli anni non si risparmiò un attimo pur di  aiutare, come poteva, quegli esseri così fragili, ma così presuntuosi e così poco inclini alla gratitudine. La cosa che lo sorprese fu la scoperta di quanta paura avessero, e,come questo sentimento li costringesse a condurre un’esistenza infelice, senza cogliere il senso reale del dono della vita.

Tutti avevano paura, molti non ne erano neppure consapevoli e facevano ogni sforzo per coprirla e non sentirla. Avevano paura di morire , di ammalarsi,di rimanere soli, di perdere le certezze acquisite, ma la madre di tutte le paure era, stano a dirsi, quella di amare o essere amati. Per quanto fosse un bisogno che ciascuno riteneva fondamentale nella propria esistenza, facevano di tutto per evitarlo.Com’era possibile? si chiedeva, ogni volta che sperimentava questa condizione.

Forse l’amore non è fatto per gli umani, è contro natura, si interrogava. Certo, mettere l’altro ed i suoi bisogni al primo posto, mettendo sé stessi da parte, è molto complicato, si rischia di dipendere, di annullarsi e avere la percezione di svalorizzarsi e poi… se l’altro non fa lo stesso?

Troppo difficile dare una risposta, si ripeteva, meglio fare come fanno gli umani, quando una risposta è  difficile,  la soluzione è: “non pensarci e continuare a macinare cose da fare”. In questo gli umani erano davvero esperti, riempivano la vita di impegni per evitare di pensare, perché  pensare è molto pericoloso, si rischia di avvicinarsi troppo alla verità, che solitamente spaventa, meglio starne alla larga. Stava diventando più umano di quanto si aspettasse. Ma anche per l’ex angelo Erotip venne il momento di fare i conti con il supremo Giudice.

“Allora Erotip, chiese Dio,hai sciolto i tuoi dubbi”? Non tutti Signore, rispose ad occhi bassi l’ex angelo. Leggo nel tuo cuore, disse dolcemente il Buon Pastore, che ancora ti chiedi a cosa serve un Dio a questa umanità così confusa. Erotip annuì, alzando gli occhi di un colore azzurro come il mare. E’ semplice, proseguì Dio,” a infondere la speranza ed il coraggio che è possibile imparare ad amare” e dare al mondo la svolta che necessita. Lo so, tutti si aspettano i miracoli, talvolta capita pure,ma ogni uomo  deve trovare, da solo, il senso e lo scopo della propria vita ,è questo il piano che ho per ciascuno, per il resto, posso solo guardare dal mio”plastico”, soggiunse con lieve ironia. Non li ho abbandonati, anzi gli ho conferito una dignità regale.

Vedi” Io Sono l’Onnipotente, ma per mostrare il mio amore  agli uomini, ho bisogno di loro. Se voglio fare una carezza ad un bambino, mi servono le loro mani, se voglio confortare il dolore, ho bisogno delle loro parole, se voglio sfamare i poveri ho bisogno della loro carità. Anche la tua ribellione è servita a dare qualcosa di buono alle mie care “formichine”. Non sono arrabbiato con te, anzi  devo ringraziare te, i tuoi dubbi, se gocce del mio amore sono cadute sulle persone che hai aiutato.

Ora è tempo di riprendere le tue ali, “le ho custodito gelosamente”, e tornare al tuo posto accanto a Me. Ho ancora bisogno di te, continua a pensare con la tua testa e non aver paura se hai ancora dei dubbi, quelli servono a mettere a nudo la verità

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