Resurrectio

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Salvatore era un uomo tranquillo cheaveva trascorso la maggior parte della suavita senza eccessivi scossoni e senza particolari slanci. Senza moglie né figli, aveva deciso di vivere da solo la propria esistenza, probabilmente per una profonda sfiducia nel genere umano, fonte a suo dire di continue delusioni ed incomprensioni.” Homo homini lupus” ripeteva a quanti provavano a fargli cambiare stile di vita.

Non era un uomo cattivo, semplicemente gli altri non lo interessavano, era indifferente a tutto ciò che gli accadeva attorno, il suo scopo era quello di prendere dalla vita tutto ciò che gli serviva per andare avanti decorosamente. A modo suo era soddisfatto della propria vita, anche se, a volte, la solitudine non era facile da sopportare, ma Salvatore non era tipo dascoraggiarsi, era profondamente convinto di poter attingere da sé stesso tutto il necessario per andare avanti. Ma  si sa: “ il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”.  

Era la sera del sabato santo e dopo aver cenato a casasi ritirò nel suo piccolo studiolo, si distese sulla sua comoda poltronaa sorseggiare  il suo brandy preferito, il Cardenal Mendoza, e accesela sua inseparabile pipa. Quella sera era particolarmente stanco e poggiata la pipa nel posacenere si assopì. Sognò di passeggiare su una spiaggia affollata di bagnanti; il sole picchiava forte ed il mare, di un colore azzurro favoloso, era leggermente increspato. Ad un certo punto la sua attenzione si concentrò su un bambino che stava costruendo un castelloe con un secchiello prendeva l’acqua dal mare per impastare la sabbia.

Ma ogni volta che prendeva l’acqua si allontanava sempre più dalla riva. Ad un certo punto Salvatore lo vide scomparire tra i flutti. C’era tanta gente sull’arenile,ma nessuno si accorse di cosa stava succedendo. Salvatore voleva gridare per attirare l’attenzione, ma la voce non gli usciva dalla  bocca, decise di soccorrere il bambino, ma le gambe si rifiutavano di  muoversi, si sentiva paralizzato. Vedeva di tanto in tanto il bambino riemergere e chiedere aiuto con le braccine sollevate.

Una profonda angoscia lo assalì, mai in vita sua si era trovano in una situazione del genere. Fece uno sforzo sovrumano e finalmente riuscì a muovere le  gambe che gli erano sembrate di pietra, si lanciò in acqua e afferrò quel corpicino appena in tempo per salvarlo da morte certa. Strinse a sé quel bambino e provò una gioia ed una tenerezza intensissima, non aveva mai provato un’emozione del genere e di quella intensità. Si girò quindi verso la spiaggia. C’era un silenzio assordante, tutta la gente della spiaggia si era radunata ed assisteva ammutolita, mentre Salvatore riportava il bambino a riva.

Ad un certo punto qualcuno della folla iniziò ad applaudire, seguito subito dopo da tutti gli altri; l’applauso era così fragoroso che si svegliò. Si sentiva molto provato come se avesse fatto una fatica immane, era sudato e ci mise del tempo prima si riprendersi completamente. Mentre sorseggiava l’ultimo goccio di brandy, riviveva le emozioni che quello strano sogno gli aveva fatto provare e si chiedeva che significato potesse avere. Man mano che si rilassava, in maniera del tutto involontaria , rivide il film della sua vita e provò unasensazione di vuoto interiore che non riusciva a spiegarsi.

Si rese conto improvvisamente che sopravvivere non era la stessa cosa di vivere, che forse l’idea di bastare a sé stesso lo proteggeva certo dalle sue paure, ma gli toglieva la possibilità di sentire emozioni gioiose come quelle provate nel sogno dopo il salvataggiodel bambino. Non sapeva da dove cominciare, ma siccome era testardo, era sicuro che avrebbe messo mano alla sua vita e tentato di cambiarla, almeno ci avrebbe provato. Bene, era ora di andare a dormire, l’indomani era il giorno di Pasqua ed avrebbe fatto certamente qualcosa di nuovo e di bello.

Corso per genitori

Inizio Novembre 2016

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